Cade senza fare danni l'ennesimo flop dell'agenzia spaziale russa. Secondo la Protezione civile, c'erano 1,7 possibilità su cento che qualche frammento cadesse sull'Italia.
Sono caduti nell'oceano Pacifico i frammenti della sonda russa Phobos Grunt. Lo rendono noto i media russi che citano un responsabile del ministero russo della Difesa. "In base ai nostri calcoli, la caduta dei frammenti della Phobos-Grunt si è verificata nell'oceano Pacifico alle 21:45, ora di Mosca (le 18,45 ora italiana, ndr)" ha dichiarato il colonnello Valeri Zolotukhine, citato dall'agenzia Interfax.
Secondo le simulazioni dei tecnici, la sonda russa diretta verso Marte m mai uscita dall'orbita terrestre sarebbe dovuta piombare da qualche parte nell'oceano Atlantico. Ma si temeva che frammenti più piccoli potessero finire altrove, anche sul territorio italiano.
Phobos Grunt pesa oltre 13 tonnellate e si disintegrerà a causa dell'attrito con l'atmosfera terrestre, ma alcuni pezzi, di un peso massimo ipotizzato di 200 chilogrammi, possono arrivare all'impatto con la superficie terrestre. Oltre al materiale radioattivo, anche il carico di carburante crea preoccupazione, a causa delle sostanze tossiche presenti.
Pima di precipitare, la sonda è passata sull'Italia intorno alle 19,20. Secondo la Protezione Civile, la probabilità che un frammento cadesse sul nostro paese era dello 1,7%. Secondo l'Agenzia spaziale italiana, "la probabilità a priori di provocare una vittima sull'intero pianeta è inferiore alla soglia di attenzione adottata a livello internazionale, pari a 1/10.000".
Lanciata lo scorso 9 novembre verso l'omonima luna marziana per raccogliere campioni di terreno, la sonda è rimasta nell'orbita terrestre a causa di un malfunzionamento dei motori del razzo vettore. Mosca ha ipotizzato l'interferenza di un radar americano alla base dell'incidente e il capo del programma spaziale russo, Vladimir Popovkin, ha gridato al complotto, facendo intendere che dietro gli ultimi flop ci sarebbero le potenze occidentali: i recenti lanci, infatti, sono andati storti proprio nel momento in cui le navicelle spaziali si trovavano nelle aree invisibili ai radar russi.
In ogni caso, i tentativi di riprendere il contatto e di arrivare a un atterraggio 'pilotato' sono falliti e la missione della Phobo-Grunt, costata 165 milioni di dollari, è andata ad allungare la lunga serie dei fallimenti del settore spaziale russo.
Fonte: laRepubblica.it

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